Aumento dell’ottimismo, riduzione dello stress, migliore qualità delle relazioni…  Sto parlando dei benefici e del potere della “gratitudine”. Nel tempo del “cotto e mangiato” e del “mordi e fuggi”, l’esperienza del grazie è tutt'altro che scontata. Perché? Perché la tentazione di confondere la vita con una App è terribilmente seducente. Vivere in consapevolezza e responsabilità richiede presenza che, a sua volta, reclama lo spazio e il tempo per osservare e riconoscere. Per riflettere.

E oggi? Nell’era della globalizzazione, delle sturt up e del cyber, sono molti i segnali che indicano di come il pensiero olistico sia definitivamente uscito dal recinto di “quelli della new age” per trovare applicazioni concrete non solo in ambito personale, ma anche organizzativo e aziendale. A questo proposito, Walter Passerini e Gianni Dell’Orto scrivono di centralità dell’uomo, di sense making e di anima dell’aziendaSDA Bocconi propone un modello di Responsible Leadership...

Il mio incontro si chiama Giancarlo Livraghi, filosofo, uomo d'azienda, creativo e molto altro ancora. Livraghi nel 1976 è executive vice-president della McCann-Erickson International, nel 1980 è socio di maggioranza della Livraghi, Ogilvy & Mather. Lascia il mondo delle agenzie nel 1993 – per dedicarsi agli aspetti umani e culturali della comunicazione in rete.

La Psico (noi vecchi psicodinamici la chiamiamo così!) ti stana per iniziare una straordinaria avventura che è anche viaggio di non ritorno. Dopo un corso non sei più quello di prima … non puoi più esserlo perché, nella tua mente e nella tua vita, si aprono finestre e si spalancano portoni  dai quali entra aria fresca, vitalità, intuizioni e nuove prospettive. Conoscere e praticare la Psicodinamica significa sperimentare talenti che non sapevamo di avere, risorse che non volevamo riconoscerci. Significa entrare in contatto con se stessi, i propri tesori e, soprattutto, la propria autenticità.

Intervista a Christian Boiron - di Roberta Piliego
Innanzitutto l’azienda non dovrebbe avere come obbiettivo “il far denaro” quanto piuttosto il rispondere ad un bisogno della collettività e della società: curare il cancro, viaggiare più rapidamente e in modo confortevole, comunicare con il mondo, avere informazioni, scaldarsi, poter disporre di acqua potabile. Avere dunque un obiettivo, un progetto per la collettività. Il rendimento dovrebbe essere la remunerazione logica del raggiungimento di questo obiettivo sociale.

Se crisi e consapevolezza passeggiano insieme lungo il Corso della Vita, dove, quando e perché nasce tra loro un’alleanza così importante? L’accettazione della crisi e l’ascolto dei suoi innumerevoli messaggi sono il terreno da cui può nascere la consapevolezza di noi stessi nel qui e ora. Delle nostre infinite capacità e possibilità di vivere una vita creativa, consapevole e luminosa. Un germoglio di cui prenderci cura con attenzione, ascolto e amore.